{mosimage}Ecco un resoconto dettagliato ad uso di chi non c'era, di chi c'era ma dormiva e di chi dormiva e sognava che non c'era del meeting dei Fandachiang'losi, tenutosi al "Mephitis" venerdì 9/1/2004 Tito, ore 20.30 di un venerdì che potrebbe essere uno dei tanti, se non fosse per un piccolo, insignificante, ma diciamo anche inutile particolare. Il nostro amato poliziotto, il tutore della legge, il raddrizzatore di torti è in paese, e la sua presenza (a dire il vero sin troppo frequente, tanto da farmi chiedere in via confidenziale all’amico Muro se qualche volta, nei suoi viaggi tra Torino e la lucania gli capiti mai di lavorare...)la sua presenza, dicevo, non è casuale. E’ il gran giorno, infatti! L’orda barbarica di Titonline, rimasta fin troppo a riposo dopo la prima battaglia che aveva portato alla conquista del Caluae di Satriano (non senza vittime e lutti, ahimè, nei portafogli dei valorosi guerrieri), ha fissato per questo venerdì una nuova azione di devastazione e saccheggio. Obiettivo, il Mephitis, ex parolaccia, ex qualcos’altro-che-non-ricordo, conosciuto nel cuore e nello stomaco di tutti semplicemente come “mastu Cola”, luogo che ha forgiato generazioni di stomaci titesi, tempio del colesterolo e dell’eccesso alcolico. E’ un’impresa da coraggiosi, “only the braves”, come direbbe Scotti, il re delle letterine. Only the braves. E I bravi ci sono.

Incontro Muro e Beckham davanti al Raphael’s pub, intenti a fare sfoggio reciproco della loro abilità nel fantacalcio, peppe snocciolando cifre e grafici, oltre che recitando a memoria e in rima tutte le formazioni dei 45 team iscritti, Fabio vantandosi dell’acquisto di MaraZZina (come lo pronuncia lui è da Zelig), e rimpiangendo la sua punta di diamante (grezzo) Vryzas. Un’occhiata rapida - cenni di intesa – iniziamo a contarci, quando ecco spuntare dall’interno del locale la nostra guest star, il Venerabile Tripposio, che aveva appena terminato gli esercizi di riscaldamento al bancone del bar. Il Venerabile si lamenta un po’ del ritardo, accampando come scusa il fatto di dover fare il primo turno al lavoro il mattino seguente (in realtà aveva semplicemente fame), e preme perché iniziasse l’invasione di Acqua Bianca a piccoli gruppi(praticamente “chi gn’è gn’è, chi nu gn’è s’fott’ !”). Nel frattempo, con una manovra di parcheggio impeccabile e disinvolta, che suscita ammirazione e numerosi “ooh” di approvazione tra tutti i presenti, ci raggiunge anche Astrolinux. Mughini segue a ruota ed il gruppo inizia a diventare folla, perché si aggiunge anche Pesceveloce. Una telefonata per richiamare i ritardatari, uno squillo al grande assente Riviezzi (sempre presente, tuttavia, nei nostri discorsi e nelle nostre maledizioni), io e Astrolinux andiamo a prendere una sorpresa per tutti, mentre Re Tripposio, the Wall e Abriola iniziano a sondare il terreno del Mephitis.

Arriviamo sul terreno di strafuohu con la media di una macchina ogni due persone, in stile sfilata antijuventina 98/99. Davanti al locale l’atmosfera diventa subito allegra e cordiale, grazie all’arrivo degli extratitesi Bobo32 e Merengues. Quest’ultimo viene messo subito a suo agio da Astrolinux che, presentandosi, dichiara di conoscerlo per essersi con lui preso a male parole durante una partita di calcio. Quale miglior modo per iniziare una conoscenza basata sull’amicizia e la stima reciproca? Fortunatamente le formalità durano pochissimo, perché la visione di Fabio Valerio e Nicola con in mano un bicchiere di una strana bevanda rossa (si scoprirà poi essere vino), porta a tutti una “iast’ ma”indescrivibile di entrare nel locale, in tutti i modi possibili. Il sottoscritto, per dire, ci mette un paio di minuti a capire che l’uscita di emergenza è solo uscita, e non anche entrata, poi riprende a far funzionare il cervello ed entra da quella che è, inequivocabilmente, la porta.

Accolti calorosamente dal gentilissimo Peppu, che smaltisce subito la delusione per trovarsi di fronte Fabio (che aveva prenotato a nome MURO) e non il professore omonimo, prendiamo posto alla rinfusa, con l’unica certezza data dalla presenza di Astrolinux alla mia destra. Con Tripposio già in fuga etilica, iniziamo ad essere attaccati da una raffica di antipasti, e devo dire che ci difendiamo tutti bene. In tutto ciò (stavo per dimenticarlo) con qualche minuto di ritardo arriva anche Tritolo, che evidentemente aveva da poco finito di limonare con la “raga”. Per questo viene subito scherzosamente salutato da Fabio il quale inizia quello che sarà, per tutta la serata, un simpatico scambio di frecciatine a distanza conclusosi con la proposta (riappacificatoria ) fatta da O’ Palermo di diventare in futuro membro della famiglia Salvia, precisamente cognato di Vito. Proposta sdegnosamente rifiutata da Tritolo (con ottime ragioni, ritiene chi scrive). Nel frattempo, nessuna notizia del Pachiandu, l’unica defezione della brigata. Io e Beckham meditiamo sanzioni disciplinari a carico di Antonio, forse una sospensione di sei mesi dagli inviti per i prossimi meeting. Il Pachiandu, comunque, potrà sempre ricorrere alla C.A.T. (Commissione di Appello Titonline) per vedersi ridurre la squalifica.
Nel frattempo, sbuca fuori un foglio con le classifiche di giornata: grande è la delusione di Fabio nel vedere che la sua Longobarda non ha vinto la ricarica (ciucciu ca nun z’ m’sura, cavaddu s’ cred’ d’ ess!). Vince Tottito, mentre Mughini inizia a capire che quello a cui sta partecipando NON è un Fantacalcetto, quindi NON si gioca in sei (o otto, come afferma lui), bensì in undici. Rimedierà.

La serata prosegue in allegria, tra le battute e le barzellette di Fabio, poco tenuto a bada dal nostro unico Avvocato Marco (mentre invece Peppu lo manda spesso e bene a quel paese, abbandonando giustamente la solita gentilezza che invece mostra con tutti noi). I due pignolesi si ambientano bene, almeno fino a quando, tra i bicchieri di vino e i piatti, non inizia a serpeggiare una notizia inquietante. Si vocifera che uno dei due stranieri sia il presidente dello Juventus club di Pignola, notizia poi confermata dallo stesso interessato. Scende ”na g’lada” su tutta la tavolata, poi il vino riesce a riscaldare l’ambiente, e si appianano le divergenze. Gli antipasti finiscono, gli screzi tra Tritolo e The wall, invece, continuano più forti che mai: dopo un consulto rapido con Marco e Valerio, Fabio si dichiara pronto ad affermare che nel cervello di Vito alloggiano (neppure troppo strette) due scimmiette che si spulciano, oppure un Mickey Mouse che canta, in perfetto stile cervello-di-Homer-Simpson. Per quanto riguarda la risposta di Tritolo, mi pare solo di ricordare un “valu piglia n’gulu, O’ palè”. Frase dal significato oscuro e che si presta a mille interpretazioni...

Dopo aver deciso tutti insieme di proseguire con i primi piatti, mi cimento in una partita di biliardino all’aria aperta, in cui dimostro un’abilità quasi pari a quella calcistica (da tragedia). Passano i primi, poi il pandoro con una spolverata di cacao. Di interessante ricordo un signore anziano, cappello alla Borsalino e stampelle, che cenava vicino a noi e, alzatosi per andare a casa (faticosamente), ci apostrofa lamentando di non aver sentito nemmeno un discorso incentrato sul “gentil sesso” (ha usato un sinonimo...). Poi se ne va, canticchiando “quant’ ann’ po’ durà sta dolce vita...” Sono cose che toccano il cuore. Lacrime. Poi passa. Arrivano grappa e limoncello. Muro raggiunge la doppia cifra di bicchieri, io seguo a ruota, Tripposio saluta la compagnia..Sembra l’inizio della fine. Il bello, in realtà, deve ancora arrivare.

La sala si svuota, ognuno paga la sua quota, è il momento dei saluti, ma accade l’imponderabile...David, preso da quella che a tutti pare una crisi di astinenza, ritorna a tavola e prende a riempire un bicchiere di limoncello, con la mano tremolante. Si cerca l’elenco telefonico: il SERT è chiuso, a quell’ora, e probabilmente anche i bar così si decide di farlo continuare. Muro ruba una bottiglia di vino, la porterà a casa come trofeo. Sembra tutto, questa volta, davvero alla frutta anzi, alla bomboniera, quando un lampo di genio illumina le menti (poco lucide) di alcuni commensali...

“E se ce la facessimo a piedi”?
“sì”
“Sì”
“No” (Tritolo)

“Sì”

Eccoli dunque, i nostri eroi sfidare freddo e pioggia e vento e mille pericoli, percorrendo a piedi il tratto di strada in salita che li separa dalle loro auto, e rifiutando passaggi comodi e riscaldamenti accesi e sedili morbidi e…”teneri”.
I nomi di questi coraggiosi meritano una menzione: Boniek, naturalmente, poi Beckham e Muro e Pesceveloce. Li raggiungerà l’Avvocato, poco dopo. Nel frattempo, il buon Gaetano segue a ruota la piccola comitiva, rischiando di far fondere il motore della sua Punto (abituata alle fughe rapide quando c’è da scappare dal pubblico inferocito di qualche gara di Eccellenza, non certo a fare da ammiraglia a un gruppo di podisti emergenti...). Lo seguiva il suo collega di fischietto Rocco Mughini che, però, dopo essersi reco conto che a quell’andatura la sua Uno percorreva 25 centimetri con un litro, decide di salutarci. Siamo sempre più soli, ed una foto testimonia questo momento di solitudine. Fermi vicino alla macchina di Astrolinux, una bottiglia in mano, tanta strada da fare ed anche la nostra ammiraglia che ci lascia al suo destino. Per fortuna che il buon Fabio tiene su la compagnia, mostrandoci le sue future proprietà che, lui dice, otterrà dopo un matrimonio di interesse con una giovane e carina ragazza del posto. Una breve critica agli infissi della futura abitazione, a suo dire troppo scuri, e si prosegue dritti fin quasi sotto casa della promessa sposa alla quale il buon poliziotto vorrebbe dedicare una serenata. Poi però, resosi conto di avere a disposizione solamente uno strumento a fiato, di natura fisica, (che aveva provveduto ad “accordare” durante il tragitto) decide di desistere provocando sospiri di sollievo nel sottoscritto ed in Beckham.

L’allegra brigata arriva fino al confine nord della villetta, si ferma ed inizia a discutere di filosofia e letteratura (credeteci...), lanciando ogni cinque minuti la proposta di svegliare Pietro SNAI per avere un caffè, oppure Tonino il Simpatico, cero non per continuare a mangiare, ma per il puro gusto di svegliarlo. Muro continua a far suonare il suo strumento a fiato. In lontananza, si intravede una pattuglia di carabinieri. Ci passano accanto, lentamente. Guardano la comitiva. Le loro facce. Due bravi ragazzi, poi due avvocati (diciamo così)…”Potremmo fermarci a cahargn’ m’bò lu cazzu”, pensano. Poi, individuano un quasi-collega, con una bottiglia di vino in mano e quasi al centro della strada. SI impietosiscono, e passano oltre. Felice per lo scampato pericolo, il gruppetto si trattiene per pochi minuti ancora, poi si da appuntamento a data da destinarsi (Muro propone Marzo, io propongo quando non c’è Muro).

Quello che accade in seguito, si può solo immaginare. La leggenda narra di un cabaret improvvisato al quale l’ Avvocato, Beckham e Valerio abbiano assistito, al Raphael’s, dopo aver sciolto le righe del gruppo. Si vocifera anche che Muro sia andato a letto abbracciandosi a mò di orsacchiotto la bottiglia di vino che aveva portato con sé come ricordo della serata, ed abbia dormito tutta la notte stringendola a lui, così che il giorno dopo avrebbe potuto condirci l’insalata. Degli altri, nessuna notizia. Fino al prossimo meeting.

Boniek

P.S. Nomi, fatti e personaggi narrati in questa storia sono del tutto veritieri, e se qualche errore c’è stato è frutto dell’eccesso di alcool che non mi ha permesso di memorizzare al meglio le vicende. In ogni caso, per quelli che, leggendo questo racconto, non ne hanno individuato i protagonisti, beh…Fatevi una camminata al Calvario. Se vi capita di vedere due persone che, incrociandosi, si guardano negli occhi e sorridendosi (tranne Tritolo e Muro, ovvio) si chiedono “A quando il prossimo?”, state pur certi che sono loro, i coraggiosi di Titonline. E meritano (quasi tutti, rispetto ed ammirazione!

Persone in questa conversazione

Carica Altri Commenti
Per favore loggati per commentare