divano.mosca w450Nella trepidante attesa della pubblicazione del regolamento della prossima edizione, conosciamo Pellegrino D'Addio e Gianmarco Chiarugi, i vincitori dell'ultimo fandachiandu. Sono due ragazzi che, sbucati dal nulla, vincono campionato e coppa, come mai era successo. Dalle risposte di Rino si capisce che non si tratta di una semplice casualità. La loro Divano Mosca sarà la squadra da battere nel 2020. Non sarà facile.

Siete atterrati sul fandachiandu dal nulla e avete portato via tutto il bottino. Ci parlate un po' di voi? Da dove venite, quanti anni avete, di cosa vi occupate?
Una premessa è doverosa, il risultato è andato ben oltre le aspettative. Io (Pellegrino, ndr) e Gianmarco ci siamo innamorati del calcio prima ancora di imparare a leggere e scrivere, condividendo gli anni d’infanzia tra merende e pallone. Fin dall’asilo è il nostro più grande legame. Nonostante la stessa passione per il calcio, la stessa età (29 anni) e lo stesso paesino di provenienza (Ponsacco, provincia di Pisa) le passioni lavorative sicuramente però non sono le stesse. Io, laureato in ingegneria aerospaziale, ormai nel mondo dell’automotive da 4 anni. Gianmarco, laureato in economia, nel mondo del commercio prima ancora di laurearsi. Entrambi con lo stesso sogno: dopo Lippi, Allegri, Sarri, Semplici, Spalletti, Mazzarri... far proseguire la grande tradizione di allenatori toscani.

Come avete conosciuto il nostro gioco? Come siete arrivati qui su Titonline?
Come succede spesso la più efficace delle pubblicità è il passaparola. Ed è quello che è successo tra me e Giuseppe Scaglione quando ancora eravamo colleghi a Modena.

Che strano incrocio del destino. Proprio a Giuseppe avete scippato lo scettro. Durante la stagione vi siete confrontati con lui? Avete adesso l'occasione di lasciare qui, indelebilmente, un messaggio per il nostro vecchio dbeckham. Cosa volete dirgli? Potete tranquillamente offenderlo.
Effettivamente ci siamo incrociati proprio all’ultima uscita stagionale quasi come l’epilogo di un film.
Ci siamo confrontati spesso durante la stagione e sicuramente è stato bellissimo vincere questa specie di derby, ma allo stesso tempo so che da un gran conoscitore di calcio come lui non mi aspetterò mai ostilità ma solo stima e sprono a far sempre meglio.

Torniamo alla storica cavalcata della passata stagione. Quando avete davvero capito di poter vincere?
Ci sono diversi segnali all’interno di una stagione che ti portano a pensare che possa essere l’anno giusto. La svolta decisiva però forse è stata quando alla penultima giornata abbiamo allungato a +8 da CR7: Passato e presente, a quel punto era tutto in mano nostra.

Chi è stato, nel corso del torneo, l'avversario che avete temuto di più e perché?
Anche se alla fine ha chiuso al quarto posto, sicuramente Sporcaccioni è stato l’avversario che abbiamo temuto più di tutti fino all’ultimo per due motivi. Il primo è che per buona parte della stagione è rimasto in testa e quindi era la squadra da battere.
Il secondo, molto più importante, è che aveva i nostri stessi giocatori chiave, a centrocampo e in attacco, il che poteva potenzialmente renderlo particolarmente inattaccabile.

Come fate a preparare la squadra? C'è qualcuno di voi che se ne occupa in modo particolare oppure condividete le scelte? Sveliamo chi di voi ha maggiormente contribuito alla vittoria, c'è sempre qualcuno che ha un'intuizione felice. Chi è stato, a proposito, il calciatore che vi ha regalato maggiori soddisfazioni?
Da questo punto di vista direi che siamo abbastanza complementari. Diciamo che io probabilmente sono più attento alla rosa e curo particolarmente lo studio iniziale, mentre Gianmarco è più animale da formazione in campo e scelta sui 90 minuti. L’anno scorso ad esempio, sono partito io a creare la rosa e poi ho coinvolto Gianmarco poco dopo, una volta compreso che il torneo meritava la massima attenzione.
Il contributo direi che è stato equo, di intuizioni felici ce ne sono state molteplici. Ci viene in mente Piatek in rosa fin da agosto oppure la grandissima panchina fatta fare ad Higuain nel famoso Milan-Juventus con rigore sbagliato e contemporaneamente parato dal nostro Szczęsny (considerando che Gianmarco è milanista e io juventino!). Anche se probabilmente l’intuizione condivisa migliore di tutte è stata quella di vendere Boateng prima che il mercato di gennaio finisse (andando poi a Barcellona pochi giorni dopo) e puntare tutto su Zapata che alla prima da titolare ci ringrazia con 4 gol in casa, poesia allo stato puro.

Da campioni, date a tutti un consiglio: un nome, una sorpresa su cui puntare per il prossimo anno.
Ad un mese dalla chiusura del mercato è difficile sbilanciarsi, può succedere di tutto e magari la sorpresa deve ancora essere ufficializzata.
Quindi più che un nome ci vengono in mente una rosa di candidati interessanti. Ovviamente i primi della nostra lista non li sveleremo ma sicuramente tra le sorprese potrebbero esserci Pinamonti e Lirola. Pinamonti perché dopo un interessante mondiale U20, è chiamato alla prima esperienza in una grande piazza e Andreazzoli ha già dimostrato con Ciccio Caputo di saper valorizzare le punte centrali, diciamo che come quarto attaccante può essere interessante. Mentre Lirola può essere la sicurezza che ti risolve sempre il problema della titolarità con buon rendimento. A Firenze non crediamo abbia grande concorrenza dopo che Milenkovic tornerà a fare il centrale vista la partenza di Vitor Hugo e l’assenza di una riserva vera. L’anno scorso ci andò bene con Di Lorenzo, staremo a vedere.

Non potete certo riconfermarvi in entrambe le competizioni, campionato e coppa. Sarebbe davvero troppo. L'obiettivo minimo stagionale?
Sarebbe da ipocriti dire che l’obiettivo minimo è divertirsi perché non è così e non lo sarà mai in questo gioco.
Come ogni anno ripartiamo tutti con lo stesso punteggio e con le stesse aspettative e incertezze, consapevoli che tutto può cambiare con un rigore sbagliato o un gol all’ultimo secondo. Ad agosto la vittoria finale è quindi un obiettivo irrealistico, da campioni uscenti rimaniamo umili e diciamo che l’obiettivo minimo sarebbe almeno una vittoria di giornata.

Siete mai stati a Tito? Se non ci siete mai stati ci verreste un giorno? Vi tocca pagare da bere.
Non siamo mai stati a Tito ma sicuramente questa è la scusa più bella per visitare la Basilicata e pagare da bere a tutti.

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