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Categoria: titOggi

Tito ora è "città". Lo ha sancito un atto ufficiale del Presidente della Repubblica e le Autorità presenti in piazza il 28 giugno alla cerimonia pubblica: ora, scendendo verso il paese, a qualche centinaio di metri dall'ingresso, sulla strada statale spicca un bel cartello Bianco "Città di Tito".

tratto da Il Quotidiano della Basilicata


Motivazioni storiche hanno fatto sì che la richiesta avanzata dagli amministratori comunali trovasse accoglimento, ed ora anch'io, amante della vita di "Paese", mi ritrovo a vivere in città. Allora decido di approfittarne e di prima mattina decido di recarmi in centro, in cerca di un qualunque nuovo ufficio pubblico per presentare una qualsivoglia domanda: così, per il gusto di vivere la nuova città. Giungo in piazza e mi informo su quali sono i nuovi uffici cittadini: mi rispondono che c'è il Comune e, se non si vuole considerare privata, la Posta. Allora chiedo se c'è non un ospedale, ma almeno un pronto soccorso, un ambulatorio... mi sento rispondere che dalle 11.30 alle 13 c'è l'Ufficiale Sanitario, ma il martedì "fa le vaccinazioni". Polizia Stradale? Vigili del Fuoco? No, solo Guardie Forestale, Vigili Urbani e Carabinieri, ma nel numero previsto per i paesi. Vabbè, allora cambiamo strada... mia figlia ha appena finito le Scuole Medie, deve iscriversi alle Superiori, quali sono gli istituti in città? Mi rispondono che a Tito ci si ferma alle Medie e probabilmente a settembre levano pure qualche classe delle elementari. Ma un cinema? A Tito Scalo, Zona Industriale. Ma almeno un mercatino ci sarà, no? ... No, non ce n'è manco uno. In compenso tanti bar e circoli privati con i tradizionali negozi che diventano sempre meno causa l'apertura di supermercati e ipermercati nella Zona Industriale: del resto l'apertura di Auchan avrà ben dato una spallata alla pratica per diventare "città", no?...

Vabbè, allora farò quattro chiacchiere in piazza o in villetta con qualcuno: nelle città di solito questi posti sono pieni di gente... Macchè... in piazza praticamente nessuno, solo vigili urbani che attendono che arrivi l'ora di controllare i dischi orari delle auto parcheggiate lì e addirittura un barista seduto su una sedia avanti alla porta che discute del più e del meno con un altro paio di negozianti, pure loro con il problema del tempo da ingannare, che è quanto dire! Nelle strade non c'è la stessa vitalità che si registrava fino a qualche anno fa: e allora che città è se non c'è confusione?

Mi fermo qui, perché, così come ormai i quasi due terzi degli abitanti di Tito, non sono autoctono e potrei essere frainteso e scambiato per un criticone invidioso fine a se stesso. In realtà io pure sono campanilista e "tiro" per il mio paese, quindi comprendo l'orgoglio dei titesi per il fatto che il loro paese sia divenuto "Città", e sotto sotto pure a me fa piacere viverci. Però quella che ho descritto è purtroppo pura realtà, inconfutabile. Mi piace allora pensare che gli amministratori cittadini ora si mettano al lavoro (sin qui quasi tutto rivolto all'edilizia) per riempire di contenuti l'appellativo "CITTA'", facendo di tutto per ottenere il distaccamento di qualche ufficio pubblico, la sezione di un qualsivoglia Istituto scolastico superiore, un Pronto Soccorso, un servizio di pullman che colleghi il paese con la zona commerciale di Tito Scalo e della Zona Industriale...
Insomma, la città l'avete voluta e avuta, cari amministratori, ora fatecela vivere come tale dandole le caratteristiche proprie delle città: saremo in tanti a davi una mano, ma non tentate di convincerci ad asciugare gli scogli insieme a voi: a Tito non c'è mare e già una volta siete riusciti a costruire un ponte là dove non c'è un fiume.

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