nuova-folinodialetto_w300«Ma quel signore che parla in dialetto è presidente del Consiglio regionale?»

«Figuriamoci se avesse saputo che ho anche un brutto carattere»

Curioso botta e risposta pubblicato dalla Nuova del Sud.
Il discorso citato è stato pronunciato a Tito, l'8 dicembre, in occasione delle accensioni delle luci dell'albero di Natale sulla Torre di Satriano organizzata dall'Anspi.

Ho trascorso questo ponte dell'Immacolata con amici e parenti in Basilicata. Vivo a Torino, e in questa regione vengo sempre volentieri.

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  • Faccio i miei migliori complimenti al Signor Presidente del consiglio regionale di Basilicata, auspicandogli di continuare così!

  • Chi rappresenta le istituzioni oltre ad essere una persona per bene deve anche esprimere bene i propri concetti. Le espressioni dialettali sono un bagaglio culturale quando sono un valore aggiunto, quando esprimono un valore quasi assoluto sono sinonimo di pochezza e basso livello culturale. Non ero presente a Tito e quindi non posso giudicare l'intervento del sig. Folino, indubbiamente si sarà distinto vista la lettera della sig.ra di Torino.

  • Quotone per l'articolo. L'impressione che ha dato quella sera è stata quella di ignorante. Senza contare il contenuto delle sue parole, sconclusionate, prive di significato, populiste. La mia impressione, onestamente, è stata : "secondo me è ubriaco".

  • concordo

  • I dialetti sono patrimoni da preservare e trasmettere alle generazioni future perchè non vada persa una identità culturale di alto valore. Cionondimeno quando si parla in pubblico bisogna farsi comprendere, quindi, se esistesse un "dialetto lucano" probabilmente la risposta di Folino avrebbe non solo un senso, ma anche una ampia e condivisa giustificazione. Poichè però esistono tanti dialetti, uno per ogni comunità, (e la stessa Basilicata è stata nel passato "terra di passaggio" ad esempio di una parte della "romanza" che partita dalla Sardegna e passata per alcune zone della Basilicata più interna è arrivata poi ad essere la odierna "Lingua Romena") il discorso di Folino non regge più: in tante occasioni (... o forse poche...?) ho avuto modo di ascoltarlo. Beh, io lucano sono, ma sarà stata una questione di "audio", sarà stata una questione di dizione con parole sbiascicate e finali "mangiate", ma io Folino non sono mai riuscito a comprendere bene cosa dicesse. E per la verità se mi trovo ogni tanto a leggerlo...non capisco manco cosa scrive. Probabilmente la lettera della signora torinese è stato un modo elegante per dire che di quel che dice Folino... non si capisce niente. Ecco, questa probabilmente è un'altra possibile interpretazione che sottopongo a chi frequenta questo sito.

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