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titOggi
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Scritto da Giuseppe Pucciariello
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Giovedì 21 Gennaio 2010 11:58 |
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La storia da buona maestra ripete le sue lezioni ma ha cattivi studenti e con scarsa memoria. Un tempo in cui il popolo affamato era pronto alla lotta armata, in epoca di scarsità di pane, ci fu una regina che commise il grave errore di liquidare la faccenda ordinando ironicamente al primo ministro di dare ai sudditi delle brioche. Mostruosamente la regina pagò a caro prezzo la sua strafottenza verso i problemi del suo regno. Oggi, in un'epoca di scarsità di lavoro, di insicurezza sociale, nella peggiore crisi dal '29, un comune sforna la sua calda e grande brioche per i suoi cittadini: il ponte sulla villetta.
La progettazione architettonica è stata coraggiosa, il risultato è stato collegare due lembi di paese facendoli sentire meno distanti. Un terreno che per anni avevo pensato potesse essere eternamente statico viene completamente stravolto e ridisegnato per la società titese.Che società ? Una grande società di ..."passeggiatori". Sì ho scritto proprio quello. Non importa se i ragazzi si sentono più depressi perchè semplicemente si ritrovano in una gabbia sociale dove non possono dire o fare la loro parte. Non importa se le fabbriche a Tito Scalo continuano a chiudere, se i nuovi negozietti non resistono a più di un anno di vita, se le famiglie non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese; gente rilassatevi e ... passeggiate. Si badi bene che non sono contro il passeggio; lo trovo una stupenda alternativa al rinchiudersi in un bar a sfidare il proprio fegato. C'è un però... Il passeggio se lo si concede in momenti di meritato riposo dal lavoro. Appunto, riposo, ma da quale lavoro? Chiedo gentilmente al Sindaco di fornirmi l'attuale percentuale di giovani dai 18 ai 40 anni della società titese che lavorano nell'area del comune di Tito. Quanti sono e a che ramo produttivo appartengono? La risposta mi serve per capire che prospettive si stanno creando per il futuro di Tito. Chiedo scusa per le innumerevoli domande sparse per l'articolo ma sono un tipo alquanto curioso. La curiosità mi nasce dal fatto che sono diventato un "emigrante" come la generazioni dei nostri nonni che si avventurarono per viaggi oltreoceano o semplicemente tra le forche caudine del razzismo del Nord Italia; per fortuna io non sono cresciuto in un altro Paese che non fosse Tito, mio nonno si rifiutò di andare al Nord per farsi inghiottire dalla nebbia ma posso dire che la stessa sorte capiterà ai miei nipotini? (se naturalmente un giorno ne avrò). Alla nebbia ho preferito la Movida madrileña ma la mia natura sociale non cambia: sono un "emigrante". Naturalmente non sono il solo ma mi ritengo il rappresentante della sempre più numerosa classe di giovani dichiarati "inservibili" per la società titese. Ora mi chiedo: il ponte era la priorità ? Che visione ha questa amministrazione del prossimo decennio? Non era meglio costituire cooperative sociali di giovani per investire nel futuro? Probabilmente la cucina di mia madre deve aver contribuito ad una cattiva digestione così da farmi scrivere questo articolo da autentico "mal pensante". Buona Passeggiata a tutti.
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Commenti
I GIOVANI DI TITO PASSEGGIANO MA NON SI DEPRIMONO!!!
Ognuno è libero di vivere come e dove vuole: c'è chi preferisce realizzarsi lontano dalla terra d'origine, spesso, a mio parere, non solo per necessità , e chi invece decide arbitrariamente di restare qui per poter mettere al servizio del proprio territorio le conoscenze che nello stesso territorio ha VOLUTO apprendere. Con queste parole non intendo affatto disprezzare chi se ne va alla ricerca della propria realizzazione personale sacrificando i propri affetti, anzi provo ammirazione verso chiunque raggiunga le proprie ambizioni in qualunque posto del mondo senza dimenticare le proprie origini. Il ponte sicuramente non era una priorità rispetto ai mille problemi che assillano i giovani oggi, ma certamente ti sfugge che i fondi ministeriali che sono stati utilizzati erano destinati ESCLUSIVAMENTE ad opere infrastruttural i. Per cui ben vengano la riqualificazion e del paese e l'utilizzo di fondi che altrimenti andrebbero altrove o addirittura "perduti". Non potendo quindi apprezzare la movida madrilena lasciaci almeno godere delle rilassanti passeggiate su una struttura che in molti probabilmente ci invidiano.
chissà mafari verrà realizzato per metterci qualche lucchetto, per impiccarsi o per fare concorrenza a Brooklyn
Detto questo non vedo perchè un ponte che unisce non solo simbolicamente il Centro Storico di Tito con il Centro della "Movida" titese dovrebbe farci deprimere!!!Hanno migliorato il luogo dove Noi amiamo ritrovarci, dove Noi siamo nati, dove Noi siamo cresciuti e dove Noi intendiamo crearci un Futuro.
Io vado a passeggiare per farmi passare il nervoso...
Rispondo prima ad Antonella: Il mio articolo non esalta la vita fuori Madrid ed insulta chi decide di rimanere a Tito. Se non amassi Tito non perderei tempo a scriverci sopra e non spenderei uno stipendio per tornarci più volte all'anno. Per favore potresti sottolineare la parte dove critico le iniziative dei giovani del paese? Ho scritto per caso è meglio vivere altrove e non a Tito? La scelta che critico è la priorità della costruzione del ponte. Astrolinux ha posto una buona domanda. Quei fondi si potevano utilizzare per nuove costruzioni o semplicimente recuperando le "vecchie".
In caso di obbligatorietà a spendere per nuove costruzioni mi chiedo che fine ha fatto l'Interporto di Tito Scalo? Ci era stato presentato come futuro snodo vitale del trasporto di merci di una buona fetta dell'Italia meridionale. Ebbene ci sono problemi a farlo? Se l'interporto a Tito non è più `possibile, perchè non costruire un palazzetto dello sport a Tito Scalo per dare la possibilità alla gente di fare altri sport al chiuso come basket, `pallavolo, `piscina ecc. ed avendo la possibilità di partecipare a piccoli campionati (nella Palestra è impossibile per mancanza di spazio). Questo avrebbe creato una struttura in grado di offrire lavoro ad altri giovani. Se invece si ha volglia di riqualificare parte di Tito perchè non sostituire per la gente che li abita, gli ultimi prefabbricati con `piccole case popolari per chiudere definitivamente il capitolo terremoto del '80.
Se invece non c'era obbligatorietà di fare nuove costruzioni perchè non comprare un immobile come casa Spera per creare un centro sociale ossìa un laboratorio permanente di idee dedicato al futuro di Tito. In questo luogo si potrebbero organizzare corsi gratuìti di formazione che varìino dall' 'inglese all'artigianato, una sala internet per studiare il mondo economico ed iniziare a progettare iniziative imprenditoriali che possano essere affidate a cooperative di persone. Un luogo aperto a tutti dove ognuno possa dare e possa prendere ispirazione sul suo futuro.
Rispondo a Willy.
Mi fa piacere che il mio articolo abbia suscitato una tale reazione da farti sfidare il freddo ed uscire perchè amo il dibattito e mi piace la gente che ama Tito. Io sono tra quelli. Il mio articolo non attacca la vita di Paese su Tito. Se avessi scritto "che noia vivere a Tito" avresti ragione di innervosirti, Il mio punto è un altro. L'amministrazio ne aveva come priorità il ponte o poteva prendere i fondi e costiruire qualcosa di differente? Io le proposte le ho fatte nel mio precedente articolo di questa estate in cui chiedevo che si cambiasse indirizzo economico del comune, deviare una parte delle risorse dall'edilizia alle attività produttive. Caro Willy io ho tentato di trovare qualcosa a Tito ma senza successo; sono tra quelli che se n'è andato a malincuore. Per creare qualcosa devi avere soldi e quelli non ce li avevo. Le banche offrono soldi solo a chi ce l’ha già . Ecco perchè penso che sia l’amministrazione a dover intervenire. Guarda intorno a te e dimmi quanti giovani tra i 20 e i 35 anni hanno un lavoro a tempo indeterminato e con un reddito in grado di renderlo indipendente dalla famiglia. La tristezza non ti deriva da un ponte ma da una mancanza di possibilità per crearti una vita senza una politica che sia vicino ai tuoi problemi. Non tutte le colpe derivano dall'amministra zione comunale (ci metto dentro anche la politica regionale e nazionale) ma in parte ne è responsabile. Ho un'idea forse "dirigistica" della politica sull'economìa ma secondo me in una realtà come Tito è giusto iniziare a pensarci.
Se la mia risposta non vi soddisfa, se ne può parlare di persona quando sono lì, se fa bel tempo anche sul ponte.
Un abraccio
Giuseppe
Provando a interpretare il suo pensiero penso che la sua non sia una critica rivolta ai ragazzi di Tito e al loro operato per il territorio in cui vivono, ma all'amministraz ione comunale e la gestione della cosa pubblica.
Credo che lo stato e le istituzioni pubbliche abbiano un ruolo di volano per la crescita sociale ed economica per il territorio in cui operano: io realizzo un'opera/infrastruttura per migliorare la condizione sociale/economica per la comunità per cui è stata sviluppata.
Il ponte è bello, molto scenico di sera, apprezzato da chi viene da fuori. Ma alla fine, a cosa serve?? Se ragioniamo nell'ottica di investimento-->sviluppo, a niente. Collega la zona vecchia del paese con il "passeggio" e null'altro. Non credo che prima fosse mal collegata, bisognava soltanto girare per la piazza (chi ama le passeggiate era sicuramente più contento) o al massimo sfuttare un paio di scalinate.
La domanda posta da Gaetano (astrolinux) è pertinente. Sappiamo tutti che i fondi sono destinati esclusivamente alle opere infrastruttural i. Potevano quindi quei fondi essere destinati a opere a "maggiore impatto sociale/economico" per la comunità ? La risposta non la conosco, la giro a chi di competenza.
Discorso Willy (mi piacerebbe che la gente si firmasse in questi post socialmente utili, anche se è possibile risalire alle persone tramite il sito). Non credo che Giuseppe si sia messo sul piedistallo del sapientone e sparato a zero sulla comunità . Ha posto una questione. Questo forse denota che ha comunque a cuore le sorti della sua terra e di chi ci vive. Non sempre chi va via lo fa per piacere, ma per necessità , perchè questo territorio non sa cos'è la meritocrazia. A volte ci si sente avviliti, denigrati da un sistema clientelare/clientelistico, che non valorizza le proprie risorse. Allora per vedere realizzati i propri sforzi, per avere soddisfazioni personali si va fuori. Non si "inventa" il lavoro, a meno di un'idea brillante e vincente. Non tutti abbiamo le idee "vincenti" pur avendo le capacità . Non si nasce imprenditori.
Spero di esser stato chiaro e non troppo prolisso.
Saluti
Rocco Sapienza
P.S: usare il MAIUSCOLO in un forum equivale ad urlare. Preferirei che invece il dibattito fosse acceso ma cordiale, non ami gli urlatori/urlatrici. Se qualcuno volesse farlo, libero pure. Io mi astengo. (sono pignolo lo so, ma son fatto così)
Vorrei, però, puntualizzare alcuni aspetti. E' vero, la tua non è una critica espressa ai giovani titesi, ma definire tra le righe "strafottente" la scelta di "sfornare la grande brioche calda del ponte", secondo me, non significa altro che criticare, se non offendere, l'operato di chi, giovani e non, da tanti anni cerca di migliorare le condizioni di vita del nostro comune.
Non dici che è meglio vivere fuori da Tito, ma forse non apprezzi la nostra società che definisci di "passeggiatori". Anch'io sono convinta che la critica sia essenziale alla vita democratica e politica di ogni comunità , ma deve essere costruttiva. E per essere tale deve basarsi su informazioni esatte, non su congetture o sui famosi "sentito dire". I fondi ministeriali utilizzati per il "ponte della discordia" erano vincolati alla costruzione di nuove opere atte a valorizzare i centri storici. E se poi con questi fondi riusciamo anche a risolvere un pezzo di problema viabilità , tanto di guadagnato (vi invito a fare un giro da quelle parti la mattina per osservare la felicità delle "vecchiette" che vanno a fare la spesa e quella dei genitori che accompagnano i figli a scuola). Dell'interporto poi, so solo che l'idea è nata dall'audacia di alcuni imprenditori che, per ragioni economiche e politiche sicuramente "più grandi" sia dell' amministrazione comunale che regionale, è fallita. Per quanto riguarda la costruzione di nuove case popolari, la competenza è dell'ATER.
Bella l'idea del palazzetto dello sport! Sarai contento nel sapere che si sta procedendo ad appaltare la progettazione di un palazzetto dello sport in zona Madonna delle Grazie, per il quale il comune ha acceso un mutuo di euro 1.500.000 con la partecipazione della Regione. Finalmente il campo di calcetto di santa venere sarà coperto e dotato di circa 300 posti a sedere. Grazie ad un privato si sta procedendo, inoltre, alla costruzione a Tito Scalo di un altro complesso sportivo che comprenderà una delle piscine più grandi del centro-sud. Nella stessa zona stanno nascendo, grazie all'impegno di alcuni imprenditori, centri commerciali, alberghi, nuove aziende e quant'altro.
Premesso che tante cose ancora si potrebbero fare per crescere e migliorare a livello economico, sociale e culturale, è inopportuno disprezzare ciò che abbiamo. Penso che non siamo messi proprio male. Non importa chi lo faccia (privato o pubblico) , mi interessa che i posti di lavoro si creino e soprattutto si sfruttino a nostro vantaggio.
Concludo citando un'iniziativa che a mio parere deve riempirci di orgoglio: grazie all'impegno dell'associazio ne GENERAZIONE ZERO e al patrocinio del Comune di Tito e della Regione Basilicata, finalmente, la nostra "Cattedrale nel deserto", leggi Polifunzionale, a lavori ultimati, diverrà una delle 5 strutture designate a livello regionale per favorire lo sviluppo del contenitore socio-sportivo- culturale "Il Centro dei Creativi", che in futuro si spera, possa diventare punto di riferimento dell'associativ ismo lucano.
La risposta al tuo articolo per me è stata solo uno spunto, uno sfogo, per dire a tutti quelli come noi a cui interessa tanto il bene, lo sviluppo, l'eccellenza di Tito, che dobbiamo PARTECIPARE di più agli incontri, alle assemblee, ai convegni, alle feste, alle iniziative sportive, alla vita pubblica di tutti i giorni. Dobbiamo informarci, valutare, giudicare, criticare e proporre. Gli amministratori, nel bene e nel male, non sono altro che la nostra espressione, la nostra voce. TITO SIAMO NOI. SIAMO NOI IL NOSTRO FUTURO!
P.S.: Rispondo a Rocco: per me il maiuscolo significa solo enfatizzare. Cmq la piazza è ancora aperta!!!Chi ama passeggiare avrà due opportunità ...
Partiamo dal primo: dici il ponte risolve il problema viabilità ? Ma quale, quella pedonale? Vabbè, non credo fosse un grosso problema sentito dalla comuntià , se si vuol dire che i fondi erano vincolati a opere di quel genere altrimenti andavano persi va bene, trovare un'utilità vera "per forza" non mi sembra un esercizio adatto.
La vicenda interporto è lunga complessa farraginosa e piena di cavilli. Credo che pochi conoscano davvero tutti i risvolti di quello che era un progetto sulla carta fantastico ma che alla fine (come purtroppo spesso accade) si è trasformato in una bolla di sapone.
Strutture:
1. Palazzetto dello sport. Mi spiegate perchè se c'è un campo sportivo in località santa venere, un polifunzionale in località santa venere, un campo di calcio a 5 in località santa venere, il palazzetto lo costruisci in località .... madonna delle grazie! Per giunta in una zona umida, voglio vedere un eventuale parquet come si ridurrà !
2. Non tocchiamo la questione campi di calcio a 5 perchè mi girano (scusate). Sono stati costruiti 2 (e sottolineo 2) campi di calcio a 5 da forse più di cinque (e sottolineo cinque) anni e uno di questi non è stato praticamente mai sfruttato (mi riferisco a quello in località santa venere). Io farei una stima di quanti ragazzi titesi in una settimana giocano a potenza/pignola per quantificare la perdita economica che si è attuata non sfuttando quelle strutture.
3. Questione piscina "più grande del centro-sud". Anche qui non parliamo per "sentito dire" (leggi zappa sui piedi Antonella). Era partito il progetto con una "piscina olimpionica da 50mt, si è passati a vasche di 33mt fino a giungere a vasche di 25mt(standard). Dalle stelle alla normalità .
4. Nascono grandi centri commerciali per la forza economica di grossi gruppi che vengono, propongono contratti di apprendistato retribuiti abbastanza miseramente, con la possibilità da un giorno all'altro di chiudere senza problemi(vedi caso Euronics a Potenza).
5. Nuove aziende??? Mi piacerebbe conoscerle. A meno che non parli di Sinoro e affini, cioè quelle che vengono, prendono il contributo dello stato a fondo perduto e poi beatamente se ne vanno. Lavoratori? Arrangiatevi. E non parlo solo di cinesi, ma molti molti italiani..
6. Questione polifunzionale. La conosco per metà diciamo, notizie raccolte qui e lì. Non mi esprimo, non conosco i fatti. Qui Giancarlo potrebbe delucidarci meglio, che ne so regalandoci qualche chicca sulla gestione degli appalti.
7. Hai pefettamente ragione sul partecipare a convegni e dibattiti. Molti (da me in primis) ne restano fuori. Questo non vuol dire però non esprimere un parere anche se duro.
P.s: capisco che il maiuscolo è enfatizzare, ma ripeto (pignolo, puntiglioso e rompi.... lo so mi conosco :-) ) nei forum MAIUSCOLO = urlare, GRASSETTO = enfatizzare... Se non sapete come fare ve lo spiega astrolinux... No dai lo faccio io, se no Gaetano fa un trattato solo su questo :-D (tasto B ovvero il tag appena sopra la textarea)
Saluti
questione ponte io sono stato il primo e criticare la scelta della costruzione del ponte ma mi rendo conto che a non ha la possibilità di avere una macchina quel ponte serve e non solo ha reso la villetta comunale ancora più bella di prima....
io amo il nostro paese ma se mi guardo intorno mi rendo conto che siamo rimasti indietro rispetto agli altri e l'esempio più vicino è satriano...piscine strutture e quant'altro...
credo che qualcosa da cambiare ci sia e non parlo solo a livello comunale ma proprio a livello regionale perchè so che le royalties del petrolio non mi sembra giusto che arrivino fino a satriano, forse perchè l'amministrazio ne locale è di altra fazione politica?
Folletto hai messo nel calderone parecchie questioni.
Il parere sul ponte è prettamente personale, ma a parte l'aspetto estetico e di "passaggio" fra calvario e zona vecchia del paese, nessuno mi ha ancora detto la sua utilità .
Parli di assenza di strutture, arretratezza rispetto agli altri paesi e di gestione della cosa pubblica a livello Regionale. La questione delle royalties è complessa (come tutte quelle che interessano ingenti somme di denaro). Da quello che so, ma potrei essere mal informato, Satriano non rientrerebbe nel piano di assegnamento dei fondi derivanti dalla vendita delle stesse. Anche perchè dovrebbero interessare soltanto i comuni su i cui suoli (o limitrofi) vengono effettuate le estrazioni. Negli altri paesi le strutture sono state realizzate con fondi pubblici alcune e private altre (penso al teatro a Satriano pubblico, o la piscina a Pantano privata). Sull'intervento dei privati, qui non si può far nulla, se non c'è la volontà non si può convincere l'imprenditore a "investire" per forza. Potrebbe essere sollecitato dall'ente pubblico con agevolazioni, accessi migliori, ma questa può essere una strada da non percorrere per forza. Sulle strutture pubbliche abbiamo già detto prima. So, e qui qualcuno potrebbe smentirmi, che il comune è stato uno dei pochi a non usufruire di un contributo provinciale sull'impiantist ica sportiva elargito un paio di anni fa (il contributo era di circa 120.000/150.000). Mi chiederei il perchè, visto che paesi molto più piccoli del nostro lo hanno ottenuto, quasi tutti presentando progetti riguardamenti palestre, piscine, campi di calcio a 5(il contributo veniva elargito dietro presentazione di un progetto, riguardava opere esistenti e da manutenere o la costruzione di strutture a supporto tipo spogliatoi). Noi non ne avevamo bisogno??? Abbiamo la palestra comunale, abbiamo i campi di calcio a 5...
Sul discorso meramente politico (ossia sinista-centro- destra) non entro.
Il post di Titonline pubblicato sul Quotidiano della Basilicata.